Con lo sguardo rivolto al futuro

ELEZIONE DEL SEGRETARIO E DELL’ASSEMBLEA REGIONALE DEL LAZIO

Linee politico-programmatiche di Marta Leonori

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Da dove veniamo

Per sapere dove vogliamo andare, e come vogliamo arrivarci, dobbiamo capire cosa è successo al PD del Lazio, paralizzato dalla sconfitta delle regionali fino ad oggi. Il peso crescente della gestione del potere, che ha segnato negativamente gli ultimi anni di un lungo ciclo politico, ha contribuito in misura determinante a impoverire la capacità di analizzare la propria azione di governo, riconoscere le trasformazioni della società ed esercitare la propria funzione.

Mentre la vita interna del partito si fermava, tutto il mondo intorno veniva investito da fenomeni di caratura epocale. La trasformazione della crisi, con l’ingresso del debito sovrano degli stati dell’euro nell’occhio del ciclone; l’intensificazione del suo impatto sociale; l’esplosione del potere berlusconiano; la lotta per la sopravvivenza della moneta e per il superamento delle contraddizioni dell’Europa.

In queste elezioni primarie l’ampiezza della partecipazione e la qualità della discussione devono decollare: dal cielo basso e grigio di un dibattito autoreferenziale, agli orizzonti ampi del futuro da costruire e del partito che vogliamo mettere al servizio di questo progetto.

L’accelerazione della crisi che stiamo attraversando è drammatica; la lentezza cronica e il ruolo residuale della politica d’inizio millennio sono diventati lussi da tagliare al più presto, per restituire una prospettiva alla democrazia, al benessere, alla giustizia sociale e alla libertà di tutti i cittadini.

Non osare è l’unico rischio che non possiamo correre.

Dove vogliamo andare

Dalla crisi si può e si deve uscire con un modello di sviluppo più sostenibile e più avanzato. Vogliamo costruire una società in cui diritti sociali e civili siano garantiti e allargati insieme; una società in cui la conoscenza e la solidarietà siano fattori di crescita economica e civile.

In questa regione, che rappresenta il 10% del PIL nazionale, si concentrano numerose università, i migliori centri di ricerca e le più importanti industrie innovative. La destra al governo ha saputo proporre tagli indiscriminati ai servizi e alla formazione, e il Piano Casa come unica strategia di crescita. Soprattutto manca la volontà di integrare le funzioni della Capitale con le necessità e le vocazioni degli altri territori della regione: il Lazio deve competere con le altre regioni-capitale dell’Europa, aumentando la sua capacità di stimolare investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture, nell’alta formazione e nelle imprese innovative. Il buon esempio della Provincia di Roma è rimasto finora ignorato, mentre la nostra regione guadagnava posizioni nella classifica delle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il clima sociale è sensibilmente peggiorato, confermando la pericolosità e le contraddizioni della “politica della paura” promossa dalla destra.

Per guidare una riscossa civile occorre ricostruire il tessuto della democrazia, rinnovare il ruolo dei partiti politici come strumenti dei cittadini per partecipare alle decisioni e alle scelte che investono la vita di ognuno di noi. Gli esclusi dal populismo conservatore, i giovani, le donne, i migranti e i nuovi italiani, devono essere al centro di un progetto di sviluppo che sappia coinvolgere le energie migliori della società.

Il partito con cui ci arriveremo

Proclamare le ragioni dell’identità senza tradurle in iniziativa politica quotidiana è sterile; fingere che se ne possa fare a meno è deleterio. Per rimettere il PD del Lazio sulla strada giusta occorre attribuire agli eletti nelle istituzioni e agli organi di direzione del partito funzioni precise e produttive. Uno dei compiti più importanti del partito regionale è quello di aiutare i circoli e le federazioni a costruire iniziativa politica e raccogliere stimoli ed esigenze che da questi provengono. Il pluralismo interno può essere un fattore di ricchezza se la vita del nostro partito diventa più aperta e più funzionale.

La formazione, concepita non più come convegnistica di corrente o torre d’avorio degli amministratori, deve essere il motore di una rinnovata capacità di interpretare i bisogni sociali e di coinvolgere le intelligenze in un impegno concreto per il cambiamento.

Dunque:

• contrasto all’ipertrofia degli organismi dirigenti, trasparenza del processo decisionale, accessibilità ai luoghi di confronto ed elaborazione politica;

• investimento massiccio negli strumenti di elaborazione politica, valorizzazione della conferenza delle Donne e dei Giovani Democratici;

• riattivazione dell’autofinanziamento, come strumento di partecipazione e di finanziamento di progetti e iniziative mirati al radicamento nel territorio e alla formazione.

• creazione di una commissione che scriva in tempi rapidi le regole per l’organizzazione delle primarie per i parlamentari e per l’attivazione dei referendum previsti dallo statuto.

• attività di controllo straordinaria sullo stato di salute del nostro partito in tutti i territori.

Tre proposte da mettere immediatamente in cantiere:

• campagna di elaborazione e iniziativa per discutere di quale sistema territoriale vogliamo costruire: fermare qualsiasi ulteriore consumo di suolo, investire sulla rete di trasporti regionali resa sempre più fatiscente dalla cattiva gestione delle destre, favorire la riqualificazione del già costruito e puntare sulla qualità ambientale come fattore di crescita.

• campagna contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro territorio. Per fare questo fondamentali sono i nostri eletti nelle istituzioni locali: la campagna avrà come obiettivo immediato la creazione di una “Consulta degli amministratori democratici contro la criminalità”, luogo di analisi e di iniziativa politica su questi fenomeni.

• riduzione dei costi impropri della politica, non solo tagliando gli eccessi che contribuiscono ad alimentare l’antipolitica ma soprattutto restituendo centralità ai criteri di competenza, trasparenza e produttività nelle nomine pubbliche delle aziende partecipate e della sanità, così come nel settore degli appalti.

Se non ora quando, hanno urlato le donne in piazza il 13 febbraio di quest’anno.

Se non ora quando, urla la nostra generazione sempre più precaria.

Se non ora quando, urla il popolo democratico di fronte alla necessità del cambiamento.

Se non ora quando, urla un territorio stufo di mafie e di cemento.

Poi arriva il momento, che per noi è adesso. E non c’è più tempo da perdere.

11 Commenti

  1. Pingback: Partito Democratico di Rignano Flaminio » Archivio del Blog » Elezione del segretario regionale del PD Lazio

  2. Meri Drigo

    IN BOCCA AL LUPO !!!

  3. patrizia germini

    ti presenterò al mio circolo con il cuore e la forza delle emozioni perchè è cosi che la testa puo’ garantire poi le azioni che ci servono per cambiare il partito, la sua organizzazione e tramite questa portare avanti e far vincere le nostre idee per una società diversa.

    Se non noi chi ????

  4. afriano gentilomo

    tutto bello, ma ancora una volta sento il grande silenzio sui diritti umani. Per esprimere voto favorevole ad un candidato, il votante deve conoscere a 360 gradi in che mani si pone
    cari saluti
    adriano gentilomo

  5. francesco cascio

    Anche se risiedo da una altra parte ,sono con te ,per l’intercessione di Ignazio Marino che stimo professionalmente e culturalmente ,convinto come sono ,e ancora di piu adesso dopo i recenti fatti di malcostume da parte di uomini del PD,che purtroppo generano una immagine di uguaglianza nel campo della furbizia malvagia e nel ladrocinio ,che la moralità politica debba essere una delle qualità principe di ogni buon amministratore

  6. Trovo che le primarie siano un tappa importante sia per il Partito che per il candidato perciò dovrebbero meritare un programma aggiornato. Il tuo mi sembra vecchio di un anno. Perchè non aggiornarlo tanto più che nel frattempo ci sono stati dei cambiamenti?

  7. Paola Daniela Morelli

    Ma il Presidente di Italianieuropei è Massimo D’Alema…. non mi sembra un punto di merito per quanto riguarda l’innovazione!

  8. Gianfranco Tangianu

    Sei giovane…in gamba e preparata …puoi farcela,
    sono le persone che fanno l’impresa o partito ecc. sperando che tu riesca a portare un cambiamento radicale con i fatti al sistema politico regionale , in futuro a livello nazionale, visto ormai l’inneficenza della fascia politica in generale che in questi anni ( molti ) ha pensato soltanto al proprio interesse senza pensare al POPOLO ITALIANO… Confido in tè ad un cambiamento…………..Non mollare. Ciao

  9. Il tuo blog non mi sembra uno strumento per il dialogo con i militanti . E un pò misrello. Manca di vivacità!!! Dei 3 candidati è il meno attraente. Con i loro siti i sostenitori di Obama hanno fatto vincere il loro candidato!!!

  10. tante belle parole, ma in concreto e tanto per fare un esempio:
    alle prossime amministrative, quali saranno i candidati e quale, eventualmente, la coalizione?
    non basta essere donne per essere brave, e non basta essere sponsorizzate da ignazio marino per essere votate

  11. Marco

    L appoggio di Marino ( principale se non unico motivo della mia iscrizione al pd, questanno tuttavia non rinnovata) alla tua candidatura, questa volta non mi basta piu.
    Ho purtroppo letto il tuo programma e ho trovato la consueta ambiguita. Parli di lotta alla criminalita e alle infiltrazioni mafiose. Troppo generico. In un partito ambiguo come il pd dovevi almeno accennare alla corruzione , anche all’ interno del partito, alle leggi non approvate noostante le direttive europee etc etc.

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